domenica 28 maggio 2017

Tranci di pizza e negozietti demodé

E' una tendenza degli ultimi tempi che  non ho potuto fare a meno di notare: piccole attività storiche, consolidate e ben radicate nei quartieri che all'improvviso si rifanno il look e stravolgono il loro modo di essere, perdendo la loro identità vera, quella che le aveva fatte apprezzare per anni dalla clientela fidelizzata e affezionata.
C'era una volta ad esempio la pizzeria a taglio della "Signora" presso la quale mi sono felicemente abbuffata di ottimo prodotto sotto casa mia negli ultimi 15 anni. Finché un giorno trovo che è cambiato tutto: la signora con la quale scambiavo simpatiche chiacchierate e condividevo scampoli di umana quotidianità, ha ceduto la gestione ai giovani nipoti, i quali hanno rifatto il look al locale che ora ha assunto un aspetto patinato-rustico-chic-fighetto. E fin qui.... che ci sarebbe di male? locale rinnovato e largo ai giovani se la signora vuole prendersi una pausa più che meritata. Ma andando alla sostanza, scopro con assoluto disappunto che non c'è più  la buonissima e varia  pizza a taglio di una volta che si poteva comprare a peso e a golose striscioline assortite; ora ci sono i "tranci":  quadrati, tutti uguali e messi in fila come soldatini sul nuovo bancone all'ultima moda localara alla modica cifra di 4,50 euro cadauno. Come reazione alla mia espressione facciale evidentemente attonita, mi viene data una spiegazione del tipo che questi tranci vengono preparati con una pregiata farina  di grano bio ad alta digeribilità, coltivato sulle vette hymalaiane, macinato a pietra dagli elfi delle montagne, la farina così ottenuta è impastata dalle fatine dei boschi , fatta lievitare per 3 giorni e 3 notti di cui una di luna piena; la mozzarella proviene da mucche vegane che mangiano solo erba dei cartoni animati di Heidi ed il pomodoro bio viene solo da coltivazioni certificate dal famoso cuoco specializzato  Kis Seloricord.
Dopo una  siffatta supercazzola gastronomica,  giungono attimi interminabili di silenzio da parte mia durante i quali cerco un appiglio che mi consenta di uscire in modo elegante da quella situazione d'impasse e quindi finalmente dico:  uhuh ma vedo che ci sono anche i tradizionali supplì: ne vorrei due per favore.....pago e infine me ne vado delusa col mio pacchettino striminzito.  Ovviamente non ci sono  più tornata.
Sarò pure una nostalgica amante del vintage ma se questa è la modernità aridatece la vecchia pizza a taglio e a peso: l'utenza è golosa, viziosa e squattrinata! 

Nessun commento:

Posta un commento