26.02.17
Vieni
bussa alla mia porta
esplora le pieghe
dell'assenza
e dei miei silenzi
tuffati nell'abisso
delle mie inquietudini
c'è un lago cristallino sul fondo
immerso nell'oscurità
saresti luce
per mille scintillanti riflessi.
Guarda
è quasi primavera
abbracciamoci ora
ché siamo solo di passaggio
e i fiori di nuovo appassiranno.
Quindi vieni
bussa alla mia porta
spettiniamoci i pensieri tristi
e sorridimi ancora.
domenica 26 febbraio 2017
mercoledì 22 febbraio 2017
Visite dall'altrove.....
E' notte fonda ed io fisso il mio pianoforte chiuso ed impolverato, lo guardo e lo odio ché mi sembra un catafalco ingombrante ed inutile e penso a quanto sono stata stupida ad illudermi che avrei imparato a suonarlo mentre invece mi è venuta quasi subito la tendinite che resiste ad ogni cura e sono demoralizzata e depressa e ho l'impulso di prenderlo a randellate e mi trattengo solo pensando che magari il tizio che me lo ha venduto se lo riprende indietro e recupero almeno parte della spesa ma piango sconsolata per la delusione e il disincanto.......quando......
.......all'improvviso dal nulla mi appare una figura sorridente, mi stropiccio gli occhi e lo riconosco ..... oddio com'è possibile.... si siede sullo sgabello del mio piano, mi guarda e mi sorride poi suona qualche nota nel suo inconfondibile stile, poi si gira verso di me di nuovo.
Io: Oh my God! Mr. Count Basie! Is it really you??? How is this possible??? I hope my English is good enough to....
CB: Oh yeah! Hi sweetheart, sì sono proprio io e non c'è bisogno che tu ti sforzi...
Io: Come scusi? Lei parla italiano??
CB: Io parlo tutto, qui dove abito ora abbiamo il traduttore universale come quello di Star Trek e la comunicazione non è più un problema. Ma dimmi, perché sei così depressa??
Io: No vabbè.... cos'è? sono gli alieni che mi stanno facendo una candid camera.....??? in tal caso ( io urlando) è uno scherzo crudele prendermi in giro così utilizzando uno dei miei idoli musicali....
CB: Candid camera?? alieni?? oltre che depressa stai pure diventando paranoica. Allora? mi rispondi? il mio tempo qui è limitato. Che cazzo ti sta succedendo???
Io: CONTE! ma pure le parolacce? non che io mi scandalizzi, si figuri, so' cresciuta in mezzo ai maschi e so' un po' maschiaccio pure io...., però da Lei uno non se l'aspetta.....
CB: ahahahaha, ad Harlem e nella mia epoca terrena, l'ambiente non era certo "roses and flowers".... Tu poi un po' di storielle su di me e colleghi del resto le sai, no?
Io: Sì Conte, sono una lindyhopper e di quelle colte anche, nel senso che studiavo anche la storia. Anzi, lo ero. Anzi no, lo sono ancora ma mi sono azzoppata anni fa e praticamente non ballo quasi più ed anche per questo motivo ho avuto l'idea di accostarmi al mondo del jazz dal lato dei musicisti.
CB: Aaaahhh sì sì, ti capisco! Bei tempi quando suonavamo per quegli scalmanati al Savoy.... Però non ti raccontare cazzate, tesò.... Il ginocchio è stata la causa scatenante ma da tempo non ti bastava e volevi capirci di più e così hai cominciato prima a cantare in coro, poi da sola, poi le lezioni di canto, poi quelle di armonia jazz, poi il pianoforte.... hai sete di sapere tutto e in fretta.... ma non è così che vanno le cose.
Io: Conte, vedo che lei è ben informato sul mio conto. Allora perché mi chiede le cose se già sa tutto? Magari saprà anche perché sono depressa, no?
CB: Certo che lo so, ma volevo testare il tuo livello di consapevolezza. Però hai una bella dialettica evasiva e quindi sarò io a dirti che anche se non danzi quasi più e ti rifiuti di cantare e vuoi rimandare indietro il pianoforte e ti sei chiusa a riccio e ti è venuta la tendinite .....
Io: What? ora Lei vorrebbe farmi credere che è qui per salvarmi?
CB: Mi pare ovvio, sennò chi ci veniva fin qui...... Sarò io il tuo maestro d'ora innanzi. Sono un pianista, compositore, band leader, direttore d'orchestra della musica che da sempre ami e che danzi. Sono il tuo insegnante ideale, e sono tutte cose che vorresti imparare a fare.....
Io: Ehm Conte, Lei mi imbarazza per la sua gentilezza e per la sua fiducia. Io sono molto onorata ma ciò non può essere vero. Per prima cosa, Lei è morto nel 1984 e quindi......
CB: ahahhahhaahhahhahaha !!!! E quindi cosa? il mio corpo fisico è morto ma come ben vedi il mio corpo energetico è qui a discutere con una ragazzina lamentosa e autolesionista.... dovresti anche sapere che il tutto è permeato dell'alternanza, la notte e il giorno, la vita e la morte, etc. sono tutti piani dell'esistenza diversi ma ugualmente reali. O hai dimenticato pure questo???
Io: Conte..... sì, ha ragione Lei. Però non sono una ragazzina purtroppo, magari eterna post-adolescente sì, ma sto invecchiando come tutti. La presbiopìa e il rincoglionimento avanzano inesorabili. Inoltre l'avviso: sono una pippa. Al momento non mi ricordo più nulla, non ho più voce, la tendinite non mi passa e mi sento disconnessa e senza speranza.
CB: Uh... che simpatico incoraggiante quadretto.....ragazzina non hai mai smesso di esserlo, my dear..... perché sei un'incompiuta ed è per questo che le hai dato anche un nome ed è per lei che sono qui. Ma dimmi cara, what's pippa??? il dispositivo non mi riconosce questa parola.....
Io: ahahhaha Conte.... Il mondo dei jazzisti è rude e senza diplomazia alcuna. It means handjob. Così sono affettuosamente e/o impietosamente definiti nell'ambiente i principianti, gli scarsi ed i mediocri. I jazzisti sono tendenzialmente narcisisti, egocentrici e maschilisti. Le cantanti spesso per fare poche note fanno i soprammobili sul palco e sono costrette a cantare su tonalità improbabili perché a loro fa fatica trasporre. Anche perché qualcuno di loro è un po' pippa, qualcun altro un po' misogino.....
CB: Beh anche ai miei tempi c'erano queste cose.... non mi pare sia cambiata la situazione almeno riguardo al maschilismo! Io non mi farei impressionare, puoi farcela anche da sola anche se in questo momento hai la modalità Pippa su "on". Sei solo stanca, hai lavorato troppo nell'ultimo anno e dormi troppo poco, è per questo che hai i vuoti di memoria. Sai un sacco di cose e devi solo rimetterti sui quei cazzo di libri e fare due più due....
Io: Conte..... ma Lei dice sul serio??? Non so da dove cominciare. La prego non mi illuda inutilmente....
CB: Ricomincia dalle registrazioni di armonia. Ne hai 55. Dalla numero 1. Le cose sono già tutte dentro di te ma a) non ci hai mai creduto abbastanza e b) sei ipercritica e te la fai sotto. Ti ho sentito che armonizzi e improvvisi su qualsiasi cosa mentre fai l'alchimista in cucina..... Pazienza e costanza e disciplina, cazzo!
Io: Conte, lo ammetto. Sono un disastro. Sono sempre stata una velocista nella vita ma lo so che devo diventare una fondista se voglio risultati per queste cose. Sono indisciplinata e anarchica e mi sento sola, non ho nessuno che mi riporti sulla retta via quando perdo il passo....Ma mi dica, perché Lei farebbe questo per me??
CB: Mah... un po' mi fai pena, un po' te lo meriti perché sei una brava persona e poi sei sempre stata altruista, è ora che ti torni indietro qualcosa.....
Io: Lei vuol dire che ho pagato tutto il mio debito karmico e che finalmente sono a credito?
CB: Debito karmico? ai miei tempi si chiamava semplicemente sfiga ma in effetti chiamarlo così è più elegante.... comunque sì, il concetto è quello e poi sai una cosa? mi sei simpatica oltre al fatto che io devo pur passare il tempo del lungo ciclo nell'altrove in qualche modo...
CB: ahahahahhah tranquilla.... me fai morì dal ride.... anzi no, ché so' già morto!! c'mon daje, che tra un mese ti interrogo....
Io: Ma in romanesco??? ma saranno stati i peperoni di ieri sera???? what's going on.... non è possibile, Count Basie che mi viene a trovare e che diventa il mio maestro, me prendono in giro perfino mentre sogno.....
CB: Ma che vai blaterando, studia e ripassa, mica vorrai restare una pippa depressa a vita.... è la tua ultima occasione... e per la tendinite non ti preoccupare, ti passerà quando avrai finito il lavoro sugli accordi. Non usare i pollici e vai a spolverare il pianoforte.
Io: Sì Conte, ehm Maestro, ma Lei mi vuole bene e si preoccupa per me....grazie, grazie infinite... Lei è una leggenda del jazz, la mia leggenda preferita.... posso abbracciarLa??? Sono una pippa affettuosa, mi perdoni, sono fatta così.
CB: Figurati, per così poco.....
Lo abbraccio commossa. Mi abbraccia e ride.
BI. BI. BI. BIP. BIIIP BIIP BIIIP.......
CB: Il mio tempo qui è finito per ora....
IO. Maestro, non vada via così presto... ho tante domande.... mi racconti di Billie e di Ella.....
CB: Ok, la prossima volta però.....
BIIIP BIIIIIIIP BIIIIIIIIP BIIIIIIIIIIP BIIIIIIIIIIIIIP l'ordigno insistente mi strappa bruscamente dalla conversazione con uno dei giganti della storia del jazz.... sono basita.... bella fantasia che ho....
Ho scomodato perfino Count Basie dall'altrove..... più che una pippa depressa e attempata sono una gran rompicoglioni!!!!
mercoledì 16 novembre 2016
Il castello abbandonato
Così,
assolutamente senza preavviso, mi affidano le chiavi di un castello
abbandonato; 3 piani, 45 stanze, sale riunioni, salotti e salottini,
sala ristorazione, magazzini e dependances, oscuri vani impianti
annessi, un'immensa volumetria immersa in un grande parco anch'esso
in gloriosa decadenza.
Nel
silenzio e nella più completa solitudine respiro un'atmosfera
onirica e osservo come la natura stia lentamente e inesorabilmente
riprendendo il sopravvento sui manufatti umani e sul cemento,
complice la trascuratezza di tutti coloro che se ne sono approfittati
negli ultimi vent'anni.
Mi
attraversa un misto di stupore e malinconia per quei luoghi che hanno
conosciuto antichi splendori e vivace accoglienza nel passato ma al
contempo sono ammaliata dal fascino di questo isolamento e di questi
silenzi surreali in grado di fermare lo scorrimento del tempo
ordinario: sono in un “non luogo”, un altrove dimensionale dove
il tempo si dilata inglobandomi in una bolla quieta e solitaria. Sto
bene.
Sento
solo il rumore delle mie scarpe sui marmi mentre passo in rassegna le
stanze, aprendo le porte chiuse ad una ad una, piano per piano. Ad
ogni apertura non so esattamente cosa aspettarmi ma non ho alcuna
paura malgrado gli scricchiolii strutturali amplificati dal silenzio
e dal vuoto che predomina su tutto.
Il
vuoto, sì, che ha una sua sonorità ed un suo senso, anche un suo odore.
Il vuoto esiste, ne percepisco l'energia ed è terribilmente
affascinante.
Alcune
stanze sono in stato di completo abbandono altre piene di ciarpame da
buttare accumulatosi negli anni, altre ancora in condizioni
accettabili. Un ottimo potenziale stupidamente mal gestito,
trascurato, sprecato. Devo fare altri sopralluoghi ed un inventario,
devo buttare via la “monnezza”, le cose rotte e inutili, togliere
la polvere. Devo agire e pensare, immaginare e materializzare, c'è
tanto lavoro da fare lì.
Ora
sono di nuovo fuori e le sei creature del parco, uniche presenze
vive, mi vengono rumorosamente incontro. Sono contente di vedermi e
mi fissano affamate, tuttavia, diffidenti, si tengono a distanza di
sicurezza. Sento i loro sguardi, i loro muscoli nervosi e agili, i
loro sensi in allerta. Mi fermo in mezzo a loro presa
dall'irresistibile attrazione che si tributa istintivamente alle
creature fascinose ed eleganti col desiderio frustrato di toccare,
carezzare e addomesticare.
Tra
tutte ce n'è una che è diversa dalle altre e sembra averne piena
consapevolezza: sa di essere bella, è completamente nera e magnetica
e mi fissa con i suoi penetranti occhi verdi. Cerco di avvicinarmi
per toccarla ma indietreggia non smettendo però poi di seguirmi; ci
stiamo studiando vicendevolmente incuriosite e attratte. Mi sfida con
impertinenza al gioco delle belle statuine, sicura di essere
inafferrabile.
Ad
un certo punto sento il ritmo del suo respiro e lentamente mi trovo
dentro il tunnel dei suoi occhi profondi. Mi inebrio della sua essenza
libera e selvatica che non conosce paure se non quella di essere
catturata, lei è puro e ostinato istinto di sopravvivenza nell'unico
modo che conosce, la logica inevitabile della sua esistenza; resiste
anche al richiamo del cibo pur essendo affamata. La guarderei per
ore. Mi sbatte in faccia con naturalezza le mie necessità a lungo
procrastinate, è un ponte sul come dovrebbe essere, una sintesi di
immagini eloquenti aldilà dello specchio.
Esco
di colpo da questo viaggio e ancora stordita, lascio cibo e acqua in
abbondanza per tutte. Mi incammino sul sentiero che mi porta
all'uscita e al normale scorrimento dell'ordinarietà, chiudendomi
alle spalle il cancello con la pesante catena a doppia mandata. Mi
giro e mi accorgo che una di loro mi ha seguito per un po' e mi
guarda mentre mi allontano a passo rilassato.
Tuttavia,
niente adesso è più come prima.
martedì 13 settembre 2016
Fine estate
"Settembre" (05.09.11)
Silenzi gentili
pioggia e quiete
mite tepore
e colori di fiamma.
A tratti intravedo
armonie fluttuare
evanescenti ed effimeri
frammenti di perfezione
del tutto.
“Fine estate” (27 agosto 2013)
Pioggia mattiniera d'agosto
dopo tanto cicalare
giungono inaspettati silenzi
e profumo di campagna umida.
Ma ecco che il sole e un chiacchiericcio
di rondini
sospendono le malinconie d'autunno.
Verrà ugualmente la quiete
per la terra stanca
e il giusto riposo che genera frutti.
Silenzi gentili
pioggia e quiete
mite tepore
e colori di fiamma.
A tratti intravedo
armonie fluttuare
evanescenti ed effimeri
frammenti di perfezione
del tutto.
“Fine estate” (27 agosto 2013)
Pioggia mattiniera d'agosto
dopo tanto cicalare
giungono inaspettati silenzi
e profumo di campagna umida.
Ma ecco che il sole e un chiacchiericcio
di rondini
sospendono le malinconie d'autunno.
Verrà ugualmente la quiete
per la terra stanca
e il giusto riposo che genera frutti.
venerdì 9 settembre 2016
Dall'altra parte dello specchio (1° settembre 2011)
Pietre
e antiche rovine
nell'altopiano
di sonori silenzi
e nuvole
e cielo
mi avvolgono
sulla via che porta
dall'altra parte dello specchio
per conoscere
e finalmente amare
l'altra me stessa.
e antiche rovine
nell'altopiano
di sonori silenzi
e nuvole
e cielo
mi avvolgono
sulla via che porta
dall'altra parte dello specchio
per conoscere
e finalmente amare
l'altra me stessa.
lunedì 5 settembre 2016
Esercizi estivi di disegno 2016
In piena estate mi sono divertita proponendo un sondaggino su Facebook, chiedendo quale delle due versioni piacesse di più senz'altro aggiungere. Ha vinto la prima a sinistra 6 a 4, dopodiché ho dato le spiegazioni.
Dal punto di vista tecnico non c'è storia. La prima fu realizzata infatti dal mio maestro di disegno su un mio abbozzo iniziale che avevo abbandonato perché non mi riusciva. Una sorpresa invece il successo della seconda, realizzata da me 8 mesi dopo, successo che desumo debba essere attribuito alle diverse sensazioni che evocano le due immagini. Molti dei commenti fanno trasparire che la prima sembra più torbida e intrigante mentre la seconda è più solare ed ha una sensualità più rassicurante. Aldilà delle interpretazioni che possono e devono essere del tutto personali, l'esperimento mi sembra dimostrare che malgrado la tecnica a volte sia non eccelsa, si può ottenere consenso ugualmente se il messaggio emotivo trasmesso viene preferito rispetto ad uno analogo ma con altre caratteristiche.
Infine, giusto per non arrugginirmi, ho fatto altri due autoritratti, lo so che sono monotona ma è difficile trovare qualcuno che si presti ed io mi devo esercitare :-)
Dal punto di vista tecnico non c'è storia. La prima fu realizzata infatti dal mio maestro di disegno su un mio abbozzo iniziale che avevo abbandonato perché non mi riusciva. Una sorpresa invece il successo della seconda, realizzata da me 8 mesi dopo, successo che desumo debba essere attribuito alle diverse sensazioni che evocano le due immagini. Molti dei commenti fanno trasparire che la prima sembra più torbida e intrigante mentre la seconda è più solare ed ha una sensualità più rassicurante. Aldilà delle interpretazioni che possono e devono essere del tutto personali, l'esperimento mi sembra dimostrare che malgrado la tecnica a volte sia non eccelsa, si può ottenere consenso ugualmente se il messaggio emotivo trasmesso viene preferito rispetto ad uno analogo ma con altre caratteristiche.
Infine, giusto per non arrugginirmi, ho fatto altri due autoritratti, lo so che sono monotona ma è difficile trovare qualcuno che si presti ed io mi devo esercitare :-)
domenica 4 settembre 2016
Bilancio di fine estate
Questa estate che volge al termine me la ricorderò sicuramente per tanti motivi. Ho praticamente lavorato e studiato sempre tra afa e zanzare, beghe varie, incendi e turisti viziati ..... E' inevitabile fare bilanci e riflessioni alla vigilia del ritorno alla routine abituale a pieno regime.
Mi ricorderò dell'amarezza - tanta - e dell'indignazione, del senso di solitudine per l'assenza morale e mancanza di empatia di persone vicine ma anche dell'affetto e dei bellissimi complimenti inaspettati di conoscenti e perfino di sconosciuti riguardo sia il mio lavoro che le mie attività artistiche.
Lo sgomento del terremoto in piena notte e la tristezza infinita delle centinaia di vittime tra cui tanti bambini in vacanza, con relative squallide polemiche successive alla tragedia; gli incendi quasi quotidiani sulla Flaminia, l'indignazione e lo sbigottimento per l'ennesima trovata punitiva nei confronti delle piccole attività extralberghiere legali che rafforza il clima di incertezza e precarietà lavorativa; per non parlare dell'indelicatezza del "fertilityday" e della rabbia per la burocrazia idiota e inutile per cui mi sono ritrovata ad essere responsabile di una colonia felina in piena estate nel tentativo di salvare dei cuccioli abbandonati; la preoccupazione per acciacchi miei e per problemi di salute in famiglia.
Per fortuna me la ricorderò anche come l'estate delle lezioni clandestine di musica e canto nel condominio surrealmente deserto a Prati, il parcheggio davanti al portone, zaino in spalla con gli spartiti e la tastiera sottobraccio; le torte fatte in casa per la merenda con Francesca e i pasticcini del gianfornaio; e le chiacchiere, i progetti, il gossip e le risate mentre questa amica solare, giovane e ottimista, insegna a me, 48enne con le multifocali sul naso, a leggere le note in chiave di basso sui libri per bambini...... :-)
E ancora:
La festa di chiusura stagione del coro nel nostro giardino e l'affetto degli amici il giorno del mio compleanno e il primo esperimento, tutto sommato riuscito, di auto "body painting".
Le letture appassionanti e le speculazioni sui libri di Tesla, il mio primo esercizio di composizione a tre voci che finalmente si riesce a sentire grazie al provvidenziale supporto tecnico e morale del mio compagno, composizione che non è certo niente di speciale ma che per me rappresenta un'immensa soddisfazione e mi permette di sognare in grande su ciò che combinerò in futuro.
Gli allenamenti in palestra anche in pieno agosto per espellere col sudore i giramenti e i malumori di svariata origine e natura.
Me la ricorderò, dicevo, per i tanti apprezzamenti, che a volte mi hanno fatto commuovere, sul lavoro ma soprattutto sulla danza, sul canto, sui miei disegni, sulle mie poesie, passioni che per lo più coltivo in solitaria o in semiclandestinità e che quindi dànno ancor più soddisfazioni e conferme al mio impegno e alla mia tigna.
Alcune cose talmente belle da segnarsele mentalmente per quando, inevitabilmente, capita di deprimersi davanti ad ostacoli che si frappongono e limiti (propri) da oltrepassare, per rispolverarle quando serve e incoraggiarsi a non mollare malgrado le difficoltà che ti invitano all'autosabotaggio.
E come ha detto una mia amica artista/musicista, devo ricordarmi di essere orgogliosa di me stessa, di ciò che ho raggiunto sia come individuo che come coppia, e che esprimo qualcosa di speciale.
E quindi niente, anche se stanca e con un po' di blues addosso, si va avanti tutta, a velocità di crociera.
Mi ricorderò dell'amarezza - tanta - e dell'indignazione, del senso di solitudine per l'assenza morale e mancanza di empatia di persone vicine ma anche dell'affetto e dei bellissimi complimenti inaspettati di conoscenti e perfino di sconosciuti riguardo sia il mio lavoro che le mie attività artistiche.
Lo sgomento del terremoto in piena notte e la tristezza infinita delle centinaia di vittime tra cui tanti bambini in vacanza, con relative squallide polemiche successive alla tragedia; gli incendi quasi quotidiani sulla Flaminia, l'indignazione e lo sbigottimento per l'ennesima trovata punitiva nei confronti delle piccole attività extralberghiere legali che rafforza il clima di incertezza e precarietà lavorativa; per non parlare dell'indelicatezza del "fertilityday" e della rabbia per la burocrazia idiota e inutile per cui mi sono ritrovata ad essere responsabile di una colonia felina in piena estate nel tentativo di salvare dei cuccioli abbandonati; la preoccupazione per acciacchi miei e per problemi di salute in famiglia.
Per fortuna me la ricorderò anche come l'estate delle lezioni clandestine di musica e canto nel condominio surrealmente deserto a Prati, il parcheggio davanti al portone, zaino in spalla con gli spartiti e la tastiera sottobraccio; le torte fatte in casa per la merenda con Francesca e i pasticcini del gianfornaio; e le chiacchiere, i progetti, il gossip e le risate mentre questa amica solare, giovane e ottimista, insegna a me, 48enne con le multifocali sul naso, a leggere le note in chiave di basso sui libri per bambini...... :-)
E ancora:
La festa di chiusura stagione del coro nel nostro giardino e l'affetto degli amici il giorno del mio compleanno e il primo esperimento, tutto sommato riuscito, di auto "body painting".
Le letture appassionanti e le speculazioni sui libri di Tesla, il mio primo esercizio di composizione a tre voci che finalmente si riesce a sentire grazie al provvidenziale supporto tecnico e morale del mio compagno, composizione che non è certo niente di speciale ma che per me rappresenta un'immensa soddisfazione e mi permette di sognare in grande su ciò che combinerò in futuro.
Gli allenamenti in palestra anche in pieno agosto per espellere col sudore i giramenti e i malumori di svariata origine e natura.
Me la ricorderò, dicevo, per i tanti apprezzamenti, che a volte mi hanno fatto commuovere, sul lavoro ma soprattutto sulla danza, sul canto, sui miei disegni, sulle mie poesie, passioni che per lo più coltivo in solitaria o in semiclandestinità e che quindi dànno ancor più soddisfazioni e conferme al mio impegno e alla mia tigna.
Alcune cose talmente belle da segnarsele mentalmente per quando, inevitabilmente, capita di deprimersi davanti ad ostacoli che si frappongono e limiti (propri) da oltrepassare, per rispolverarle quando serve e incoraggiarsi a non mollare malgrado le difficoltà che ti invitano all'autosabotaggio.
E come ha detto una mia amica artista/musicista, devo ricordarmi di essere orgogliosa di me stessa, di ciò che ho raggiunto sia come individuo che come coppia, e che esprimo qualcosa di speciale.
E quindi niente, anche se stanca e con un po' di blues addosso, si va avanti tutta, a velocità di crociera.
Iscriviti a:
Post (Atom)
